L'autore a scuola: Roberto SAVIANO
Metti una mattina di fine aprile sotto lo sguardo aperto di Michela Murgia che arriva dall’alto come fanno le grandi ispirazioni.
Metti un liceo scientifico alla periferia di Roma est in una tensostruttura che da agōn diventa agorà.
Infine metti Roberto Saviano. L’amore mio non muore, oggi esattamente vent’anni dopo Gomorra.
L’effetto è prodigioso: cinquecento studenti rapiti dallo straordinario carisma, dalla qualità e dalla profondità dei temi trattati con il rigore scientifico, chirurgico, a cui da vent’anni l'autore ci ha abituato, ma anche con quella spontaneità tipica di chi sa parlare diretto al cuore e alla mente dei giovani.
Tanti sono stati i temi trattati: il tempo, quello lungo, prezioso (il tempo che ci vuole) della lettura e quello della scrittura, la paura e l’eroismo, la parola e il silenzio, la comunità come alternativa alla solitudine; la storia, quella universale e quella particolare; il senso della felicità che si rivela in ciò che scopri di aver già perso; la libertà che non si deve mai dare per scontata. Il canone e gli algoritmi delle nuove schiavitù dei sistemi social; e ancora l’amore, quello tossico e quello che resta; i consigli di lettura, come ricerca continua e antidoto alla distrazione.
L'autore non si è risparmiato: tre ore con le nostre studentesse e i nostri studenti, occhi negli occhi. Occhi grandi, aperti a ricevere quanto più possibile in un effluvio di stimolanti ragionamenti e sfaccettate prospettive. Silenzi, sorrisi, applausi lunghi e sinceri di chi riconosce il peso della sua battaglia. Una battaglia per svelare la malattia e il tanfo, per comprendere le dinamiche, rivelare le crepe del sistema e anche più profondamente dell’animo umano.
La nostra comunità scolastica gli è profondamente riconoscente. Grazie Roberto!
Articolo a cura del TLC Journal
Progetto "Lo struzzo a scuola - Einaudi" - referente prof.ssa Manuela Cerri

